Paziente maschio di 61 anni operato nel 1999 di “CARCINOMA SQUAMOSO DEL SOLCO AMIGDALOGLOSSO SX CON METASTASI LATERO-CERVICALE” con il seguente intervento: Svuotamento radicale linfonodale latero-cervicale, sottomandibolare e sottomentoniero sx con emipelviglossectomia ed emifaringectomia sx con ricostruzione con lembo ad isola muscolo-cutanea e tracheotomia.
Ha quindi subito un ciclo di radioterapia che gli ha provocato un ricovero per: odinofagia in grave mucosità del cavo orale – radiotermite in esiti di radioterapia.
Dopo tre mesi è stato ricoverato per: “OSTEORADIONECROSI DELLA BRANCA ORIZZONTALE DELL’EMIMANDIBOLA SX” curata con 30 sedute di ossigenoterapia iperbarica e che, successivamente, verrà ricostruita mediante protesi metallica.
Nel luglio del 2000 si evidenza anche una grave forma di cefale vascolare da ipertensione endocranica che viene curata con posiziona-mento di uno shunt ventricolo-peritoneale.
Nel 2001 diagnosi di: LOMBOSCIATALGIA DX INVALIDANTE DA SOFFERENZA RADICOLARE L5 PER GRAVE OSTEOARTROSI LOMBARE E POLINEUROPATIA” -e gli viene posizionato un neurostimolatore midollare lombare.
Nel corso degli anni il paziente segnala difficoltà a deglutire cibi solidi, la saliva è scarsa ed ha perennemente la bocca secca.
Nel 2005 viene ricoverato per:”EPIGLOTTITE SUB-ACUTA IN CANDIDOSI OROFARINGEA. LEUCOPLACHIA DEL PAVIMENTO ORALE” ed, in questo contesto, viene indagata la sua deglutizione che evidenzia, sulla parete posteriore dell’esofago cervicale a livello di C5 e C6 un’ impronta provocata da beccucci osteofitosici marginali dei corpi vertebrali.
In un ricovero successivo, a fine 2006, è stato sottoposto ad a radiografia sequenziale della deglutizione che ne ha evidenziato la regolarità funzionale confermando, però, la presenza di una riduzione concentrica del lume esofageo che viene attribuita ad “esiti fibrocicatriziali della pregressa tracheotomia”. Nel 2007 una scialografia evidenzia bilateralmente la pervietà del dotto di Stensen, una scarsa visibilità di dotti di 2° e 3° ordine ed aspetto ad albero spoglio con rari reperti acinosi, probabilmente come esito della radioterapia.
Il pazientami viene inviato nel febbraio 2007 in quanto, non alimentandosi correttamente, ha perso peso. Alla prima visita non denuncia dolore, ma solamente secchezza delle fauci, dell’orofaringe e dichiara l’impossibilità di deglutire cibi solidi, sia per la difficoltà dell’atto e sia per l’insorgenza di una violenta tosse stizzosa.
Inizio la terapia.
Due punti locali piuttosto efficaci nella terapia del nodo alla gola, nella faringodinia e nell’ansia:
21 CV e 22CV.
Un punto che la scuola utilizza nel trattamento della xerostomia: 4 St, ed infine il 4 LI che viene chiamato anche “punto delle mucose” che presenta particolare inotropismo per cavo orale e gola.
Dopo la prima seduta il paziente presenta un miglioramento quasi completo per il senso di strozzamento.
Gli vengono somministrate 8 sedute a cadenza settimanale; si normalizza la saliva, si estingue la tosse stizzosa ed il paziente vede regredire anche la sua ansia. Inizia ad alimentarsi normalmente ed il suo peso aumenta.
Dopo le 8 sedute si sottopone ad altre 4 sedute a cadenza mensile più per paura dell’interruzione e di una ricaduta che per obbiettiva necessità. Si considera guarito.
Ogni tre mesi controllo: il risultato è stabile.
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