EVITARE MISTIFICAZIONI

Ho recentemente letto un articolo molto interessante sull’impiego delle medicine alternative in oncologia.

Lo scrivente lavora presso un reparto di radioterapia oncologica dell’università della Pennsylvania e quindi ha sicuramente, con la medicina alternativa, un atteggiamento conflittuale, aprioristico e probabilmente anche un conflitto di interesse, ma ciò che ho trovato molto vero e meritevole di essere riportato anche su questo blog, è il contenuto della seguente tabella.

In esso l’Autore mette in guardia i pazienti ed i colleghi da atteggiamenti mistificatori che possono nascondere secondi fini in supposti “esperti” di cure oncologiche che ricorrono alla somministrazione di medicine alternative

SEGNI DI MISTIFICAZIONE
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-Il trattamento è un segreto che solo pochi eletti possono conoscere.
-Il paziente è incoraggiato insistentemente a non seguire trattamenti medici convenzionali.
-Il trattamento serve per tutte le forme di cancro ed anche per altre malattie.
-Il trattamento è promosso solamente nei mass media o in Internet, radio o televisione o  nei “talk shows” ed in libri piuttosto che sulle riviste scientifiche indexate ed impattate.
-Il medico alternativo dichiara di essere perseguitato dalla “medicina ufficiale”.
-La pubblicità del trattamento dichiara che esso “depura il corpo dai veleni e dalle tossine”.
-Il trattamento aiuterà il paziente in quanto rinforza e stimola il sistema immunitario.
-Vengono presentati singoli casi e testimonials per promuovere il trattamento.
-Vengono utilizzati slogan come: “non tossico”, “nessun effetto secondario”, “non doloroso”
-Il medico alternativo critica distruttivamente la comunità medica scientifica.
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Non è detto che coloro che fanno una o più di queste affermazioni siano dei mistificatori che desiderano approfittare della disgrazie altrui per arricchirsi, però è bene stare in guardia.

Alternative Medicine and the Cancer Patient: An Overview
James M. Metz, MD Department of Radiation Oncology, University of Pennsylvania, School of Medicine, Philadelphia, Pennsylvania
Medical and Pediatric Oncology 34:20–26 (2000)